DORIS

Quando si parla di maltrattamenti nelle filiere produttive di carne, latte, uova e pellame si pensa quasi esclusivamente a ciò che gli animali imprigionati subiscono dal punto di vista fisico come mutilazioni senza anestesia, percosse e privazioni.

Ma è l’annientamento psicologico una tra le forme più crudeli di maltrattamento che si concretizza con l’annullare l’individualità di ognuno di loro, con il privarli di stimoli di crescita cognitivi e motori, con la cruente distruzione delle loro relazioni genitoriali e non, con l’iper stimolazione sensoriale (luce continua, rumori assordanti, odori asfissianti…) e con la convivenza forzata con il senso di paura.

Chiedetelo a Doris.

Mesi passati nella totale immobilità in un allevamento a stabulazione fissa.

Uno o due metri di corda o catena, in piedi o sdraiata nelle proprie deiezioni, senza poter camminare, correre, scappare da chi riteneva ostile e con il quale poteva solo dimostrarsi remissiva o passiva.

Chiedetelo a Doris quanta forza e fatica serva per riappropriarsi della propria vita, del proprio io, della capacità di essere e dimostrare senza paura chi si è, di scoprire gli angoli più nascosti del proprio carattere, della meravigliosa sensazione di poter decidere liberamente cosa, quando, come e con chi fare.

Chiedetelo a Doris.