Sofia non è arrivata al Santuario dopo una fuga, un sequestro o un salvataggio d’emergenza.
La sua storia è diversa, ma non meno importante.
Sofia è stata ceduta da una persona ormai anziana, che non poteva più prendersene cura e ha scelto di affidarla al Santuario “Progetto Cuori Liberi” perché potesse avere una casa sicura per tutta la vita.
Da quel momento, varcando il cancello del Santuario, Sofia ha smesso di essere considerata qualcuno “di proprietà” ed è stata riconosciuta per ciò che è: un individuo.
Oggi Sofia vive libera insieme al resto del gregge.
Può scegliere con chi stare, dove andare, quando avvicinarsi e quando mantenere le distanze.
Può costruire relazioni, esplorare, riposare, esprimere la propria personalità.
A nessun essere umano deve qualcosa in cambio.
La sua presenza non è utile, produttiva o funzionale: è semplicemente la sua vita.
E la sua vita ha valore.
Al Santuario, Sofia non è una capra “ospitata”. È una personalitá rispettata nella sua dignità, nella sua libertà e nel suo diritto all’autodeterminazione.
Perché la liberazione non è solo essere salvati da una condizione di sfruttamento è anche poter finalmente vivere senza richieste, senza aspettative, senza obblighi. Solo essere.
Sofia oggi è libera a Progetto Cuori Liberi e questa libertà merita di essere raccontata.